Ave, popolo del web!
Mi chiamo Paola, ho 24 anni e sono una giovane studentessa italiana degli anni '10 del terzo millennio. Un bel periodo per incentrarci la “primavera della vita”, eh? Ancora non si può dire del tutto, ma i bombardamenti della seconda guerra mondiale sarebbero stati decisamente peggio. Forse non avrei disdegnato se mia madre avesse anticipato di un decennio la mia nascita, partorendomi all’alba degli anni ’80, e concedendomi un’era di benessere ed edonismo sfrenato protrattasi in apparenza fino all’entrata nell’Unione Europea. In quel caso però avrei rovinato la sua di primavera... fatta di ideali, sogni, speranze e.... “posto fisso!!!” Mentre io sono qui a beccarmi lo spread, la crisi, il precariato (e forse tra un po’ manco quello).
Epperò sempre a Siracusa nascevo, mica a Milano... quindi poi mi sarei ugualmente lamentata dell’arretratezza della mia Terra rispetto al NORD, della mentalità, dei costumi... Sarei voluta scappare via, come purtroppo ho fatto, perché “su” c’era sviluppo, c’erano maggiori prospettive........
Ma dove sono finite???
Cavolo, se ne sono andate proprio quando arrivavo io.
Il nuovo nord é la Germania, il meridione l’Italia. Ma non si tratta di una disparità stabile che, in fondo, con rassegnazione accetteremmo nell’ottica di un: “E’ finita, pazienza. Vabbé, ricominciamo”. E’ un’instabilità che aleggia sulle nostre teste senza mostrare una fine chiara e precisa, né una prospettiva.
Muta lentamente... con strane manovre che impediscono di definirne la direzione, lasciandoti credere talvolta che, magari, non abbiamo preso la strada sbagliata... che, magari, davvero “noi non siamo la Grecia”....
Poi però vedi che intanto ti declassano e ti tartassano, e quindi non capisci, rimani confuso, senza risposte.
E’ l’INCERTEZZA di non sapere cosa ci aspetta, il sentimento imperante di questi tempi. Ed è bruttissimo, perchè ciò determina la paralisi psicologica di un popolo.
Gli umanisti avevano una prospettiva ciclica del tempo. Credevano che ad un'epoca di splendore ne seguisse una buia e poi nuovamente una eccezionale. Eh bravi, per forza che erano tranquilli, venivano fuori dal medioevo e stavano per incamminarsi nel RINASCIMENTO!!! I parametri di riferimento li avevano ben chiari.
Nel '700 Voltaire spostò il discorso storico su un altro piano, secondo cui tempo del progresso e tempo del regresso coesistevano, e si scontravano tra loro rappresentati dalla civiltà e dalla barbarie.
La civiltà ne sarebbe sicuramente uscita vittoriosa, in quanto illuminata dalla ragione.
L'800 con Hegel e il positivismo invece, introdusse una visione dialettica e progressiva della storia, secondo cui il genere umano compie un cammino evolutivo.
L'ottimismo derivava dal trionfo della fiducia scientifica.
Il '900 é il secolo della violenza che tutto trascina via con sé, ma insieme all’orrore era nata la sicurezza che il male fosse passato.
Il nostro presente nella sua definizione di
POST-MODERNO, mostra già i limiti di un punto oltre al quale si preferisce non andare... Non ci si addentra manco a parole. Quel “post” lascia intendere di aver scavalcato ogni soglia, anche la più moderna, e che le ipotesi sono finite. E’ tutta colpa dei Maya?
Apro questo blog quando ormai tutti ne hanno uno, non perché abbia qualcosa di più importante da dire, ma perché voglio raccontare, fissare in queste pagine un momento epocale della nostra storia nazionale; complicato, incomprensibile per la maggior parte di coloro che lo stanno attraversando. Me compresa.
Inoltre, dopo una vita trascorsa a polemizzare e ad affrontare accese battaglie culturali su tutto ciò che mi indignava o entusiasmava, penso sia giunta ormai l’ora che delle mie elucubrazioni mentali resti una traccia.
Lo devo alla mia amica paranoia.
P.