lunedì 13 febbraio 2012

Atene brucia



Nuove rivolte nella capitale greca. I tagli del governo Papademos sono l'estremo tentativo di evitare il baratro e l'espulsione definitiva dall'Europa, ma colpiscono ancora un paese devastato dalla crisi e già duramente martoriato dai licenziamenti di massa.
Una guerriglia legittima, che gli italiani osservano con timore e coinvolgimento.
Sperando un giorno, di non doverla rivivere da protagonisti diretti.

I will always...




Eviterò di stilare l'elenco che puntualmente viene rievocato quando un grande artista scompare prematuramente. Quello con i nomi maledetti per intenderci, molti dei quali legati al numero 27.

Whitney Houston condivide la stessa sorte, ma di anni ne aveva 48 quando se n'è andata la scorsa notte. L'hanno trovata annegata nella vasca da bagno dell'Hilton Hotel di Beverly Hills, probabilmente in seguito a un mix di farmaci ed alcool.

Protagonista di Bodyguard, cult-movie per i romantici che decretò il successo planetario di I will always love you,  l'ultima straordinaria voce afro del soul non è riuscita a invecchiare serenamente, pur godendo ancora dei riflettori accesi e di orde di fan sempre pronti a celebrarla. L'ultima esibizione infatti, risaliva solo a 3 giorni fa.

Difficile fare un parallelismo con Matteo Mastromauro, ma la notizia di un'icona mondiale caduta vittima di se stessa arriva subito dopo la battaglia persa da questo coraggioso giornalista del tg5. Un uomo che ha lottato fino alla fine, provando a documentare con dignità la scoperta della sua malattia.
Il suo male aveva ben altro nome, si chiamava cancro.



domenica 22 gennaio 2012

"You talkin' me?"



Liberalizzare significa poter disporre con più facilità di ciò che si vuole. Le liberalizzazioni però, in teoria, andrebbero applicate per distribuire una ricchezza di cui già si dispone. Dovrebbero rappresentare lo sviluppo in quanto miglioramento e non àncora di salvezza estrema per risalire dal baratro. Ricordiamo che si tratta degli stessi provvedimenti annunciati nelle campagne elettorali degli ultimi 20 anni, quelle famose riforme che poi nessuno ha mai avuto il coraggio di attuare per timore di perdere voti. Fatte oggi, in assenza di liquidità, che frutti possono dare se non una guerra tra poveri? Oppure restare in un ambito concettuale, della possibilità? Ciò che al momento infatti non appare chiaro é CHI DOVREBBE SOSTENERE queste liberalizzazioni. Cioè, se io non ho soldi per comprare un maglione alle 18 del pomeriggio, perché dovrei averli alle 23? Forse qualcuno spera nell'ubriacatura serale come incentivo all'acquisto. Ma se ai giovani si dà 1 euro per aprire un'impresa, poi questa come fa a non chiudere dopo due giorni, come succede a quelle già aperte? Se per i taxi non cambiano realmente le tariffe, il 90% della popolazione che prima non usufruiva di quel servizio continuerà a prendere l'autobus. Possiamo tutti diventare tassisti, avvocati, giornalai, aprire negozi all night long, ma da dove arriva la spinta per far girare l'economia se gli stipendi diminuiscono? La verità é che i cambiamenti che faranno ripartire il mercato del lavoro non sono ancora arrivati. 
Ovviamente a chi dice che quanto fatto finora non servirà a nulla, rispondo che si sbaglia. A qualcosa servirà, quantomeno porterà a un processo di modernizzazione che ci pone a distanza più ravvicinata da quell'Europa che ora ci sfugge. 


Ma vediamo quali sono le principali proposte approvate ieri, 
dopo 8 ore di cdm:

FARMACIE
- Ci sarà un incremento del numero di farmacie, 1 ogni 3000 abitanti, e la liberalizzazione degli orari di lavoro. Ma il punto più importante, ovvero la vendita di farmaci di fascia C in altri esercizi, di fatto scompare. 


BENZINAI
- I benzinai potranno vendere altri prodotti, trasformandosi in mini-market. La libertà di comprare il carburante viene ridotta al 50% e solo per i gestori che sono anche proprietari degli impianti. Circa 500 in tutta Italia.


ASSICURAZIONI
-Sconti RC auto per chi installa la scatola nera.

PROFESSIONI
-Per gli avvocati tirocinio abbreviato, obbligo di preventivo e fine delle tariffe minime e massime.

TAXI
-più licenze e part-time, ma é tutto rimandato all'Authority in data da definire.


GRANDI ASSENTI
-Lo scorporo delle ferrovie da Ferrovie dello Stato e di Bancoposta da Posteitaliane
-La liberalizzazione di saldi e vendite promozionali, possibili tutto l'anno
-La concessione delle spiagge agli stabilimenti per un limite di 4 anni


Se dovesse essere confermato, si tratterebbe sicuramente di un decreto morbido rispetto a quanto annunciato inizialmente. 
Poca ancora la competitività e scarsa persino la libertà concettuale offerta al consumatore.
Qualcuno ha già annunciato che nei prossimi giorni proseguirà con gli scioperi selvaggi. 



Pensionati, dipendenti pubblici e lavoratori autonomi invece, avevano accettato i sacrifici della manovra di dicembre in silenzio, senza che nessun loro rappresentante venisse ascoltato a Palazzo Chigi per contrattare.



venerdì 20 gennaio 2012

Here we are


Ave, popolo del web!




Mi chiamo Paola,  ho 24 anni e sono una giovane studentessa italiana degli anni '10 del terzo millennio. Un bel periodo per incentrarci la “primavera della vita”, eh? Ancora non si può dire del tutto, ma i bombardamenti della seconda guerra mondiale sarebbero stati decisamente peggio. Forse non avrei disdegnato se mia madre avesse anticipato di un decennio la mia nascita, partorendomi all’alba degli anni ’80, e concedendomi un’era di benessere ed edonismo sfrenato protrattasi in apparenza fino all’entrata nell’Unione Europea. In quel caso però avrei rovinato la sua di primavera... fatta di ideali, sogni, speranze e.... “posto fisso!!!” Mentre io sono qui a beccarmi lo spread, la crisi, il precariato (e forse tra un po’ manco quello). 
Epperò sempre a Siracusa nascevo, mica a Milano... quindi poi mi sarei ugualmente lamentata dell’arretratezza della mia Terra rispetto al NORD, della mentalità, dei costumi... Sarei voluta scappare via, come purtroppo ho fatto, perché “su” c’era sviluppo, c’erano maggiori prospettive........ 
Ma dove sono finite??? 
Cavolo, se ne sono andate proprio quando arrivavo io.

Il nuovo nord é la Germania, il meridione l’Italia. Ma non si tratta di una disparità stabile che, in fondo, con rassegnazione accetteremmo nell’ottica di un: “E’ finita, pazienza. Vabbé, ricominciamo”. E’ un’instabilità che aleggia sulle nostre teste senza mostrare una fine chiara e precisa, né una prospettiva. 
Muta lentamente... con strane manovre che impediscono di definirne la direzione, lasciandoti credere talvolta che, magari, non abbiamo preso la strada sbagliata... che, magari, davvero “noi non siamo la Grecia”.... 
Poi però vedi che intanto ti declassano e ti tartassano, e quindi non capisci, rimani confuso, senza risposte. 

E’ l’INCERTEZZA di non sapere cosa ci aspetta, il sentimento imperante di questi tempi. Ed è bruttissimo, perchè ciò determina la paralisi psicologica di un popolo.  
Gli umanisti avevano una prospettiva ciclica del tempo. Credevano che ad un'epoca di splendore ne seguisse una buia e poi nuovamente una eccezionale. Eh bravi, per forza che erano tranquilli, venivano fuori dal medioevo e stavano per incamminarsi nel RINASCIMENTO!!! I parametri di riferimento li avevano ben chiari.

Nel '700 Voltaire spostò il discorso storico su un altro piano, secondo cui tempo del progresso e tempo del regresso coesistevano, e si scontravano tra loro rappresentati dalla civiltà e dalla barbarie. 
La civiltà ne sarebbe sicuramente uscita vittoriosa, in quanto illuminata dalla ragione.

L'800 con Hegel e il positivismo invece, introdusse una visione dialettica e progressiva della storia, secondo cui il genere umano compie un cammino evolutivo. 
L'ottimismo derivava dal trionfo della fiducia scientifica.

Il '900 é il secolo della violenza che tutto trascina via con sé, ma insieme all’orrore era nata la sicurezza che il male fosse passato.
Il nostro presente nella sua definizione di 
POST-MODERNO, mostra già i limiti di un punto oltre al quale si preferisce non andare... Non ci si addentra manco a parole. Quel “post” lascia intendere di aver scavalcato ogni soglia, anche la più moderna, e che le ipotesi sono finite. E’ tutta colpa dei Maya?


Apro questo blog quando ormai tutti ne hanno uno, non perché abbia qualcosa di più importante da dire, ma perché voglio raccontare, fissare in queste pagine un momento epocale della nostra storia nazionale; complicato, incomprensibile per la maggior parte di coloro che lo stanno attraversando. Me compresa.
Inoltre, dopo una vita trascorsa a polemizzare e ad affrontare accese battaglie culturali su tutto ciò che mi indignava o entusiasmava, penso sia giunta ormai l’ora che delle mie elucubrazioni mentali resti una traccia.
Lo devo alla mia amica paranoia.

P.